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Leonardo Da Vinci (1452-1519)

Giorgio Vasari, nella  Vita dedicata a Leonardo, lo definisce ingegno meraviglioso e divino, bizzarro, capriccioso ed eretico per il suo studio del naturale che aveva connotazioni idealistiche e quasi negromantiche per il biografo. Lo stesso Vasari ricorda accanto alla passione per i disegno, manifestata già in tenera età, l'incostanza negli studi delle lettere e l'insofferenza per ogni studio accademico tanto che presto abbandonò anche la scuola di abaco. Proprio per questo motivo, probabilmente attorno al 1469 il padre decise de mandarlo a bottega dal Verrocchio, tra gli artisti più affermati nella Firenze del Quattrocento. Nel 1472, all'età di venti anni, risulta iscritto alla Compagnia di San Luca, la compagnia dei pittori fiorentini. A partire da questa data sono da collocarsi le sue prime opere: apparati per feste e tornei, un cartone per un arazzo (distrutto) e dipinti di incerta datazione. In particolare. la sua esigua produzione pittorica, che enumera varie opere non finite, o note tramite copie, o ancora perdute, è spesso affiancata da dati documentari che risultano di fatto poco chiarificanti. Alcuni suoi interventi nella bottega del Verrocchio si rintracciano nell'angelo reggitunica e nel paesaggio del Battesimo di Cristo per san salvi e oggi conservato agli Uffizi. Nelle opere successive Leonardo già si serve dell'effetto luministico come nuovissima sintesi spaziale e plastica sensibile nell'Annunciazione (Uffizi) per il convento di San Bartolomeo a Monteoliveto. Nel 1481 l'artista riceve dai monaci di San Donato a Scopeto l'incarico di dipingere l'Adorazione dei pastori ora agli Uffizi. In questi primi anni di attività fiorentina, parallelamente all'attività pittorica Leonardo frequenta i cantieri architettonici, entra in contatto con i materiali ed i processi lavorativi, legge con avidità trattati tecnici scritti dai contemporanei e basati sugli antichi testi recuperati dagli umanisti. Nel 1482 Leonardo si reca a Milano alla corte di Ludovico il Moro, tra l'altro per foggiare la colossale statua equestre in bronzo di Francesco Sforza. All'opera l'artista attese dal 1483 al 1498, pur con varie interruzioni e vari ripensamenti. Si può ritenere che la statua, che non procedette oltre la fase del calco, poi andato distrutto, si sarebbe conformata al progetto originario di rappresentare di Francesco Sforza su un cavallo al passo. L'ambiente milanese che Leonardo frequenta per circa un ventennio è sensibilmente diverso da quello fiorentino. E' un ambiente in cui si respira un senso di concreto e dove si opera spinti dalla cultura logica e fisica che nel nord Italia e nei paesi confinanti d'Europa aveva i centri più vitali. In questo periodo Leonardo affronta lo studio della fisica e della meccanica attraverso i grandi autori classici; al 1496 risale la grande amicizia con il frate francescano Luca Pacioli che incentivò l'interesse per la matematica ed in particolare della geometria con lo studio di Euclide e che commissionò a Leonardo le illustrazioni del suo de Divina Proportione. Negli stessi anni continua l'attività pittorica: il 25 aprile 1483, insieme ai fratelli De Predis stipula il contratto per la Vergine delle rocce con la Confraternita dell'Immacolata Concezione nella chiesa di San Francesco Grande a Milano; tra il1495 e il 1498 affresca il Cenacolo nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Alla fine del 1499 in seguito all'ingresso dell'esercito francese a Milano Leonardo lascia, con Luca Pacioli, la città. I due si recano a Mantova, dove il pittore inizia due ritratti di Isabella d'Este, e quindi a Venezia. Per incarico della autorità veneziane studia nel Friuli le possibili difese contro la minacciata invasione turca da Oriente. Nell'aprile del 1500 Leonardo è di nuovo a Firenze, dove soggiorna nel convento della Santissima Annunziata, fino al 1506, salvo il periodo fra il 1502 e il 1503 quando è a servizio di Cesare Borgia. Da questi Leonardo è infatti nominato architetto ed ingegnere generale. Durante questo periodo viaggia tra le città romagnole e marchigiane a studiarne le fortificazioni. Nei mesi successivi al ritorno a Firenze Leonardo riceve alcuni incarichi sia dalla Signoria che da privati. Dipinge, secondo il Vasari, la Gioconda, elabora progetti di deviazione dell'Arno durante l'assedio di Pisa e infine il gonfaloniere Pier Soderini gli affida il compito di affrescare la Battaglia di Anghiari sulla parete ovest della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo della Signoria. Richiesto con insistenza dal governatore francese di Milano, Carlo d'Amboise, il 30 maggio del 1506 ottiene dalla Signoria fiorentina un permesso di tre mesi, in seguito più volte rinnovato. A Milano oltre a dedicarsi al monumento equestre a Giangiacomo Trivulzio, mai ultimato, approfondisce le conoscenze di anatomia con Marcantonio della Torre. Dal 1513 al 1517, anno in cui su invito di Francesco I si trasferisce in Francia, soggiorna a Roma, sotto la protezione di Giuliano dei Medici. Giunto in Francia, accompagnato dal fedele allievo Francesco Melzi, alloggia nel castello di Cloux presso la residenza reale di Amboise. Qui, nel 1518 partecipa agli apparati per il battesimo del Delfino. Muore il 2 maggio 1519 lasciando i suoi studi a Francesco Melzi, a cui furono parzialmente sottratti.

 
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