La dispensa di questa parte della Toscana è opulenta come s’addice a tutte le terre granducali: anche qui si assaporano spalle, finocchione, salami lardellati, pecorini freschi da accompagnare con i mieli spontanei, ma sicuramente i due protagonisti dell’enogastronomia vinciana sono i rossi di questa zona e gli extravergine. L’olio è protagonista di queste terre perché oltre a connotare la mensa e la produzione agricola disegna il paesaggio con le caratteristiche chiome argentee delle olivete.
In tutte le colline attorno a Vinci si produce un ottimo olio di fruttato medio e che varia da zona a zona per intensità e profumo. Dal retrogusto di erba fresca lo si trova talvolta più dolce con marcato sentore di carciofo. L’olio, accanto alle semplici fettunte lo si può gustare in ottimi pizzimoni che sfruttano un’altra delle produzioni agricole di nicchia: quella degli ortaggi.Tutta la produzione di extravergine è coperta dalla IGP Toscana ed è in corso la procedura per il riconoscimento della DOP Montalbano.Vinci è anche una grande terra da vino dove vengono esaltati i due autoctoni principi di Toscana: il rosso Sangiovese ed il bianco Trebbiano. Ma tra le bacche rosse accanto ai tradizionali Cannaiolo e Ciliegiolo, incontriamo i due Cabernet (Franc e Savignon) ed una piccola produzione di Gamay. Sul teritorio vinciano insistono ben quattro denominazioni d’origine: Chianti DOCG, Chianti Montalbano, Bianco dell’Empolese, Colli dell’Etruria Centrale. Il sangiovese, che in queste zone si tende a vinificare in purezza (difficile vinificazione ma grande qualità quando è lavorato al meglio) si sposa deliziosamente con carni rosse e antipasti toscani.
Il Vin Santo Montalbano è un’altra grande tradizione dei vignaioli vinciani. Vale ricordare l’”Occhio di Pernice”, che vanta anche una riserva di lungo affinamento. A fine pasto assieme al vin santo non possono mancare i cantuccini che a Vinci si fanno nel modo più semplice: farina, lievito, uova, mandorle e una goccia di essenza di zagara. Oppure il Berlingozzo, che viene preparato con uovo, zucchero, vin santo, farina, buccia d’arancia grattugiata, un pizzico di vaniglia, lievito e olio d’oliva. Altro dolce tradizionale la cui origine risale certamente all’epoca medicea dove pare ornasse le colazioni di corte.
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